Architettura di regime

La Curia di Roma restaurata da Diocleziano.

Oltre alle monumentali Terme a Roma e al suo buon ritiro a Salona, negli oltre 20 anni di governo l’architettura, sia civile che militare, ebbe un fiorire estremamente interessante per tutto l’orbe romano.

L’architettura militare usufruì della pesante ristrutturazione operata sull’esercito con la conseguente rivisitazione del modello di difesa: dai grossi concentramenti di truppe in poche località si passa a truppe meno numerose disseminate lungo tutto il confine, truppe poi che devono essere messe in condizione di resistere a forze soverchianti fino all’arrivo dei rinforzi. Quindi per ottenere questo scopo vennero approntati valli, castelli, città fortificate, strade, ponti, fabbriche d'armi, ecc.

L’architettura civile interessò non solo le nuove capitali Treviri,Milano, Sirmio, Salonicco e Nicomedia ma anche Antiochia, Cartagine, Salona, Roma e tante più piccole, dove sorsero palazzi, basiliche, circhi, terme, mura e archi trionfali a testimoniare che si si chiedeva un grosso sforzo ai cittadini ma che lo stato li ripagava donandogli imponenti strutture pienamente funzionali.

A Roma bisogna ricordare i restauri integrali commissionati da Diocleziano al teatro di Pompeo, alla Curia, al Foro di Cesare, al Foro Romano estremamente necessari a causa dell'incendio avvenuto nei primi anni del suo regno.

Sulla via Flaminia era edificato il suo arco trionfale.