I due Augusti

Medaglione raffigurante i due Augusti Diocleziano e Massimiano.

Come prefetto del pretorio mantenne Aristobulo, che lo era stato anche di Carino, mentre riservò al suo amico fedelissimo Massimiano, uomo di scarsa cultura ma di sicura fedeltà, la carica di Cesare e lo spedì nelle gallie a domare i ribelli Baugadi: non solo li sconfisse ma ne arruolò molti nelle legioni che erano sempre a caccia di carne umana.

Diocleziano nel frattempo sul Danubio bloccava popolazioni di stirpe germanica che volevano penetrare all’interno dell’Impero.

All’inizio del 286 si incontrarono a Nicomedia e Massimiano venne elevato al rango di Augusto Erculio, anche se in qualità di Giovio l’ultima parola spettava sempre a Diocleziano.

Diocleziano si volse contro i Sassanidi che avevano approfittato di quanto successo nell’Impero per intromettersi in Armenia: rimise sul trono Tiridate III e impose al Re dei Re di riconoscere il dominio romano in Mesopotamia.

Gli effetti dell’intervento di Massimiano in occidente non tardarono: sconfisse tutti i Germani che avevano osato passare il Reno, lo oltrepassò a sua volte e li sconfisse presso le loro dimore; la flotta romana, comandata del luogotenente Carausio, annientava i pirati Franchi e Sassoni nel Mar del Nord e ristabiliva i collegamenti regolari attraverso la Manica, permettendo de facto alla Britannia di tornare a far parte dell’Impero.

Carausio però spesso invece di distruggere le navi corsare si impadroniva del loro bottino tenendoselo per sé; quindi chiamato a render conto della sua opera, preferì ribellarsi e, forte del saldo controllo della flotta romana, auto proclamarsi imperatore in Britannia.

Nel 288 Diocleziano intervenne per proteggere la Rezia, minacciata nuovamente dai Germani: passò il Danubio e, piombando nei territori stessi dei nemici, ne annetté parte delle terre per permettere una difesa più flessibile del territorio romano.

Nel 289 sconfigge i Sarmati al di là del Danubio e l’anno successivo, ponendo la sua base a Sirmium, consolidò i risultati delle campagne precedenti e rinforzò decisamente la frontiera danubiana. Scese poi in Siria da dove sedò una rivolta in Egitto e pacare le regioni orientali.

Nell'inverno del 290 s'incontra in Milano con Massimiano, reduce dall’Africa dove aveva domato una ribellione di Mauri ma aveva fallito nel soffocare Carausio.

Fino al 293 Diocleziano e Massimiano si dedicarono a consolidare e a fortificare le frontiere del Reno e del Danubio e ad accorrere ovunque ce ne fosse impellente necessità.