L'Editto dei prezzi

Multiplo di aureo coniato dalla zecca di Roma nel 293.

Per impedire che i commercianti fornissero merci alle truppe a prezzi troppo elevati, come risulta dal proemio dove si spiegano le cause che ne resero necessaria l’attuazione, l’Imperatore ne aveva fissato i prezzi.

Le merci di prima necessità, le merci di lusso, i compensi per lavori non qualificati e per quelli qualificati. Si eliminano i prezzi all’ingrosso per cercare di abbassare i prezzi per gli utenti finali.

Il proemio (universo orbi provisum esse videatur) ci informa che questa misura tanto drastica fu applicata a tutto l'orbe romano.

La pena di morte era il prezzo che doveva pagare chi avesse trasgredito alle norme dell'editto e si fosse rifiutato di vendere.

Lo scopo di questo editto era quello di bloccare la galoppante inflazione che stava imperversando nel mondo romano da quasi un secolo e cioè dall’emissione degli antoniani.

Questa stabilizzazione fallì miseramente in quanto mancante di qualsiasi presupposto economico e l'inflazione continuò.