Le fonti

Frammenti di statue, Roma, Italia.

Sfortunatamente non ci sono giunte opere storiche redatte sotto il suo regno. Eutropio, Aurelio Vittore, Festo Rufo ci hanno tramandato stralci di notizie all’interno delle loro opere, come altri sporadici accenni li troviamo negli scrittori della “Storia Augusta”, in Ammiano Marcellino, in Zosimo, in Zonara, in Malala, in Cedreno, ecc.

Invece ci sono giunte notizie numerosissime sulla sua vita e sul suo operato tramite i “Panegirici latini”, Lattanzio in “Sulla morte dei persecutori, la “Storia ecclesiastica”, Eusebio di Cesarea in la “Vita di Costantino” e “i martiri palestinesi”, nelle “Passioni dei martiri”.

Quindi risulta palese che nella letteratura relativa a Diocleziano assistiamo ad una vera e propria damnatio memoriae ed ad un tentativo sistematico volto ad esaltarne gli aspetti negativi ed ad affossarne quelli positivi: rammentiamo che fu uno dei maggiori persecutori dei cristiani ed uno strenuo difensore dell’antica religione romana.

Ulteriori Fonti importanti sono le numerosissime iscrizioni risalenti al suo lungo regno: il Corpus Inscriptiones Latinarum, il Corpus Inscriptiones Graecae, il Corpus Iuris civilis, le monete, ecc.