Iconografia
Gli unici elementi utili per la ricostruzione del suo aspetto fisico reperibili nella letteratura coeva ci giungono da Malalas (XII, 306, 10) ma sono a dir poco scarni e decisamente insufficienti.
Per il suo viso possiamo aiutarci con le emissioni delle zecche, limitandoci a quelle sotto il suo diretto controllo: Antiochia, Cizico, Alessandria e Nicomedia. Però il gusto dell'ornamentalismo e lo stile orientale della stilizzazione del ritratto del sovrano e della sua divina maiestas giocano un ruolo non marginale nell’attenuare l’importanza delle monete nella sua iconografia.
Le gemme e i medaglioni rinvenuti con il suo ritratto di norma seguono lo stile delle emissioni delle zecche.
Il suo ritratto è stato identificato nel fregio interno del suo mausoleo a Spalato dove ovviamente è rappresentato in età avanzata: il capo ha ampie guance, una forte mascella, naso corto e leggermente curvo, sotto gli occhi le sue onnipresenti borse. L’assenza della barba segue la moda dei primi anni del IV secolo.
Dall’arco di Galerio a Salonicco, causa il pessimo stato di conservazione, abbiamo solamente le classiche borse sotto gli occhi e la forte mascella.
I ritratti degli Augusti nei gruppi in porfido a San Marco a Venezia e nella Biblioteca Vaticana li raffigurano in maniera stilizzata e quindi più che avere da essi un’immagine oggettiva di Diocleziano abbiamo un’immagine del “concetto di imperatore” come sulle monete.
Oltre a questi esempi citati ci sono numerose altre sculture che potrebbero essere ascritti a Diocleziano ma su molte di esse gli archeologi si stanno ancora scontrando per meglio attribuirne una paternità certa. Una sua statua si trovava nella chiesa di Santa Sofia in Costantinopoli.
Con il frazionamento dell’impero in ogni area riprendono slancio i temi e gli stili propri della propria tradizione: in oriente il volto si impiccolisce ma gli occhi tendono ad ingrandirsi, in Grecia si riprendono gli stilemi dell’età classica, in occidente si riprende lo stile romano in cui non si idealizzano le figure ma si cerca di conservare gli elementi naturali propri dell’individuo.

