Diocleziano e i cristiani

Diffusione del cristianesimo dal IV secolo in poi.

Fervente fautore dell’insostituibilità degli antichi Dei del Pantheon romano si oppose alle altre religioni solo quando collidevano con gli ideali della romanità o, peggio ancora, seminavano sedizione all’interno dell’Impero.

La prima azione mirante alla persecuzione di uno dei culti orientali presenti nell’Impero fu nel 296: fece bruciare i libri di “magia”, da intendersi dei magi e non in senso letterale, ad Alessandria onde sradicare il manicheismo che era penetrato dall’Impero Sassanide e che quindi era da identificarsi come mezzo politico usato per minare le radici stesse del potere costituito romano.

Con il cristianesimo inizialmente non ebbe nulla a che ridire, avendo le proprie radici in seno a regioni da lungo tempo appartenenti all’orbita romana e presumibilmente lo reputava alla stregua degli innumerevoli culti locali che si erano espansi dalla loro area originaria. Le uniche tensioni con i cristiani erano date o, all’interno dell’esercito, dal rifiuto di partecipazione a cerimonie religiose pagane con gli altri soldati oppure al rifiuto di arruolarsi nell’esercito.

Problemi questi che alla fine del III secolo avevano raggiunto in Oriente dimensioni tali da indurre Galerio a epurare le fila dell’esercito dalla loro presenza.

Quanto detto, aggiunto al sempre maggior numero di fedeli della religione che si rifiutava categoricamente di riconoscere e osannare l’imperatore come un Dio vivente, aggiunto alle proteste del resto della popolazione nei loro confronti, aggiunto all’astio nutrito nei loro confronti dai filosofi portò Galerio a iniziare a ritenere che fossero divenuti una vera e propria minaccia per l’Impero.

Il del 23 febbraio 303 venne emanato un primo editto con sanzioni piuttosto severe: la perdita dei diritti civili per i liberi, l'incapacità di conseguire la libertà per gli schiavi, la distruzione delle chiese, dei libri e degli oggetti di culto.

Le reazioni dei cristiani furono tutt’altro che conformi alle loro sacre scritture: invece di porgere l’altra guancia appiccarono il fuoco per 2 volte al palazzo imperiale e applicarono una totale resistenza passiva agli ordini imperiali.

Il che portò all’emissione di un secondo editto per l’imprigionamento dei capi del clero, di un terzo editto che avrebbe permesso la libertà ai cristiani che avessero sacrificato all’imperatore e un quarto editto, nel 304, che stabiliva per tutti i sudditi l'obbligo di sacrificare agli dei dell'impero: sistema ritenuto infallibile per individuare i cristiani e reprimerli con maggiore forza.

Nella metà occidentale dell’Impero però questa persecuzione fu senza ombra di dubbio molto meno cruenta che in oriente, sia per la minore diffusione dei cristiani che per la minore sensibilità al problema dell’augusto e del cesare occidentale.