La riforma delle provincie
Questa riforma si rese necessaria essenzialmente per non concentrare troppe risorse nelle mani di una sola persona. Se poi si considera che i governatori delle vecchie province concentravano nelle loro mani non solo il potere civile ma anche quello militare divenendo de facto dei veri e propri autocrati assoluti dei loro territori si può realmente capire la portata della rivoluzione di Diocleziano in questo campo.
Le province vennero quindi gradualmente divise e portate a circa 120 e affidate, per quanto riguardava l’amministrazione esclusivamente civile, a uomini provenienti dell'ordine senatorio col titolo di proconsules per le tre provincie d'Africa, Asia, Acaia, di consulares e di correctores per le altre o personaggi dell'ordine equestre col titolo di praesides.
A questi però venivano affiancati dei Duces cui spettava il comando delle milizie li stanziate.

